Via delle Colonne e chiesa del SS. Salvatore - Scoprire Cori
Via delle Colonne e la chiesa del SS. Salvatore: i dintorni del tempio dei Dioscuri hanno ancora molto da raccontarci
via delle Colonne Cori, Foro romano Cori, Chiesa SS. Salvatore Cori
62
page,page-id-62,page-child,parent-pageid-609,page-template,page-template-page_tags,page-template-page_tags-php,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-7.8,wpb-js-composer js-comp-ver-4.7.4,vc_responsive
 

Via delle Colonne e chiesa del SS. Salvatore

Via delle Colonne, con il suo selciato bianco, i resti del colonnato originario e di antichi edifici pubblici del foro sparsi qua e là, racchiude molti segreti. E ospita, proprio accanto al tempio dei Dioscuri, la medievale chiesa del SS. Salvatore.

 

Via delle Colonne

La via di selciato bianco che va dal tempio dei Dioscuri a piazza Montagna era l’antica via che portava al cuore del foro. Sono ancora visibili alcune mezze colonne, che raccontano dell’antica gloria della strada. Perché via delle Colonne non conduceva soltanto al tempio dei Dioscuri: per la sua importanza, doveva ospitare molti edifici pubblici, di cui sono rimasti resti sparsi qua e là. Ma lo sviluppo edilizio di Cori in età medievale li ha inglobati, nascondendoli alla vista.

In una cantina privata nei pressi del tempio dei Dioscuri, in particolare, ci sono tracce di un ambiente di pianta rettangolare, di tufo coperto a volta, con un pavimento a mosaico bianco: certo un edificio pubblico collegato al foro, forse una basilica forense.

 

La Minerva del Campidoglio è nata qui

Proprio da via delle Colonne proviene anche un grande motivo di orgoglio per i coresi: l’imperiosa Minerva in porfido che oggi campeggia in piazza del Campidoglio a Roma. Una copia della statua è conservata nel Museo della città e del territorio.

 

La chiesa del SS. Salvatore

Sul piazzale del tempio campeggia, in posizione panoramica, la medievale chiesa del SS. Salvatore, chiusa al pubblico. La chiesa conserva pitture tra le più pregevoli realizzate a Cori nel XVII sec., tra cui due affreschi del pittore fiorentino Anastasio Fontebuoni e i dipinti della Cappella del Carmelo (1614), di artista anonimo.